Home Bartender Vino e cocktail, il binomio vincente di Renato Pinfildi

Vino e cocktail, il binomio vincente di Renato Pinfildi

 

Vino e cocktail hanno ancora tanto da dire. Parola di Renato Pinfildi, ideatore della WineCocktail Competition, barman Aibes e sommelier Ais. 35 anni, Renato Pinfildi è nato a Napoli, vive a Caserta e lavora nel Bar Tradizione Italiana del Aeroporto Internazionale di Napoli. Ha ideato e dirige la WineCocktail Competition, la sfida fra le più originali e affascinanti ricette di cocktail con vino. Quest’anno la gara è arrivata alla sua quinta edizione, e le finali si terranno il prossimo 14 maggio, nel locale “c’era una volta in America” a Caserta.

Renato, come è nata la passione per questo mestiere?

Parto da un background diverso, mio nonno era il primo pasticcere di Scaturchio, una delle più rinomate pasticcerie di Napoli. Anche se non l’ho mai conosciuto, ho iniziato da piccolo a fare le paste, seguendo le sue ricette. Ho fatto l’istituto alberghiero. Mio nonno preparava anche punch per matrimoni, cocktail a base di vino, arancia, succhi freschi, aveva tante ricette di liquoristica e le ho prese da lui. Da lui ho imparato che la cultura va vissuta a 360 gradi, che servono tanta passione e sacrifici. Ho fatto i primi passi da bartender a 22 anni. Il mio trampolino di lancio è stato il Black Cat, un locale di spettacoli e concerti dal vivo, dove ero co-responsabile sala e bartender. Ho studiato e imparato tanto, dai miei colleghi.

una ricetta particolare di quegli anni?

A Nicolò Fabi in onore del suo brano Oriente, quando si esibì al Black cat, dedicai il cocktail Oriente, con Fiano di Avellino, gin Bombay Sapphire, estratto di litchi fresco, e gocce di bitter alla camomilla.

Che consigli dai a chi vuole preparare un cocktail a base di vino?

Bisogna conoscere la materia prima, ogni vino ha note particolari. Bisogna assaggiarlo, per abbinarci prodotti che possano esaltarlo.

Il tuo cocktail preferito?

Il mio primo avvicinamento al mondo della miscelazione è stato con un Adonis: Vermouth dry, sherry e gocce di bitter. Il mio cocktail preferito è il Manhattan.

Che consigli dai a chi vuole muovere i primi passi nel mondo del bartending?
Consiglio di imparare da tutti. Io non ho mai detto di essere più bravo degli altri, io dagli altri ho da apprendere tutto, come diceva mio nonno. Oggi come oggi, la differenza non è nella conoscenza, o nella tecnica, ma nel modo in cui uno sa coccolare il cliente. Oggi è sempre più importante che le persone capiscano cosa c’è dentro il loro bicchiere. È importante la qualità di quello che viene preparato, perché ‘o sparagno nun è maje guaragno”, risparmiare su questo cose non è mai un guadagno.

Parlaci della WineCocktail Competition

È nata 5 anni fa, l’ho creata insieme a bargiornale, ad amici e colleghi. La sfida è nata con lo scopo di fare del bene, e negli anni abbiamo fatto donazioni a Caritas, poi associazione italiana sclerosi multipla, centro Laila di Castelvolturno e Telethon. La cosa sorprendente è che già dalla prima edizione sono arrivate richieste di partecipazione anche all’estero, anche dall’Australia, e continuano anche adesso. Sarà una bella edizione, ricca di sorprese.

Grazie Renato, in bocca al lupo per la WineCocktail Competition del prossimo 14 maggio

Enrico Gotti
Editor ApeTime, giornalista, appassionato di videomaking e di cultura gastronomica.

Seguici sui social

25,909FansMi piace
33,684FollowerSegui
117IscrittiIscriviti

SCARICA L'APP APETIME