Home Sicurezza sul Lavoro Stress lavoro-correlato: valutazione del rischio e benefici

Stress lavoro-correlato: valutazione del rischio e benefici

È ben noto a tutti che la valutazione dei rischi comprende, ai sensi della normativa, art. 28 del D.Lgs. 81/2008, tutti i rischi, anche quelli “particolari”, tra i quali si menziona lo stress lavoro-correlato e i cosiddetti rischi psico-sociali (mobbing, violenze e burn-out).

L’importanza di questo obbligo è ormai stato pronunciato in giurisprudenza e confermato in più occasioni dalle Supreme Corti. È luogo comune, tuttavia, pensarlo come un mero obbligo di legge e non come l’opportunità di accrescere il benessere dei propri lavoratori e quindi dell’Azienda stessa.

Ma vediamo nel dettaglio come si valuta il rischio da stress lavoro-correlato e quali benefici può portare alla tua Azienda.

Come si valuta il rischio stress lavoro-correlato

Il cambiamento del panorama organizzativo e lavorativo che le imprese hanno registrato negli ultimi anni e che ancora le vedrà protagoniste nelle evoluzioni del prossimo futuro, proprio a cominciare dalle PMI, evidenzia la necessità di una particolare attenzione alla componente psico-sanitaria della forza-lavoro.

Pensiamo ad esempio ai problemi e ai disagi derivanti dalla sempre maggiore mobilità del personale, dal crescente cambiamento di mansioni, dall’innalzamento dell’età lavorativa, dalla presenza sempre più incisiva del personale proveniente da culture diverse, o, per contro, dalla riduzione sempre più frequente del personale in molte attività, con conseguente innalzamento dei livelli di attenzione e responsabilità per i restanti lavoratori.

Queste situazioni devono dunque essere oggi affrontate con la massima attenzione dalle imprese, non soltanto nel rispetto di un preciso obbligo di legge e per evitare possibili sanzioni e richieste di risarcimenti, ma anche e soprattutto, per munirsi di strumenti e procedure in grado di tutelare le aziende stesse sul piano della produttività e della fidelizzazione della forza-lavoro.

Questo aspetto è fondamentale! Una popolazione lavorativa consapevole degli sforzi del proprio Datore di lavoro anche mirati al benessere psicologico sarà sempre meglio disposta ad affrontare con maggiore positività le fatiche lavorative.

Non dimentichiamo poi, che i vari sistemi di gestione (qualità, sicurezza e ambiente), i modelli di organizzazione che esonerano della responsabilità amministrativa degli enti e il beneficio di accesso alle misure di sgravio assicurativo introdotte dall’INAIL, comportano tutti anche una particolare attenzione alla valutazione dello stress lavoro-correlato ed ai rischi psico-sociali.

Ma qual è in Italia l’approccio valutativo maggiormente adottato dalle aziende?

Il modello più seguito è quello proposto dall’INAIL.

Secondo questo modello, ogni azienda deve costituire al suo interno un gruppo di valutazione sul tema. Saranno quindi i membri del gruppo, con l’eventuale supporto di consulenti specialisti, a condurre il gruppo di lavoro, andando ad approfondire tutte le tematiche inerenti lo stress lavoro-correlato.

Tale modello si articola in quattro fasi:

  • Propedeutica;
  • Valutazione preliminare;
  • Valutazione approfondita e
  • Pianificazione degli interventi.

Possiamo quindi individuare due livelli di analisi: uno oggettivo ed uno soggettivo.

Il passaggio dal primo al secondo livello, necessario soprattutto quando il primo si conclude con la presenza di criticità di rilievo, mira a comprendere principalmente la percezione dei lavoratori riguardo i parametri considerati nella valutazione preliminare.

Si riesce poi a definire con maggiore precisione la delicata distinzione tra le situazioni di stress lavoro-correlato e quelle di stress “individuale” che, come è ovvio, non sono richiesti dal legislatore e, naturalmente, non sono responsabilità del datore di lavoro.

Le aziende, se ritenuto necessario, si avvarranno anche di psicologi del lavoro, che sosterranno col loro profilo professionale l’intero iter valutativo e le relative valutazioni finali.

Queste ultime, come l’esperienza insegna, si concludono con l’indicazione di misure di miglioramento che precedono, a loro volta, un processo di affiancamento e/o di controllo successivo per attestarne la reale efficacia a breve e medio termine.

La valutazione, il processo successivo di intervento ed il controllo finale rappresentano dunque i cardini del corretto approccio a questo tipo di rischio, considerato che qui, in materia di stress lavoro-correlato, l’obbiettivo previsto non è tanto quello di eliminare il rischio, quanto piuttosto quello di affrontarlo seriamente, monitorandolo e riducendolo progressivamente.

Questa valutazione consentirà inoltre al datore di lavoro di intervenire tempestivamente nei casi di rischi psico-sociali realmente significativi emersi durante l’indagine.

Il supporto di professionisti esterni, quali ad esempio gli psicologi del lavoro, potrà essere impiegato sia nella valutazione approfondita, sia in fasi successive di gestione del rischio e di realizzazione di misure specifiche, come, ad esempio, l’allestimento di centri di ascolto ad accesso libero per gruppi o lavoratori singoli, che presentino particolari situazioni di disagio lavorativo, in collaborazione con il medico competente aziendale.

I benefici della valutazione del rischio stress lavoro-correlato

Cerchiamo quindi di evidenziare i vantaggi e i plus di questa valutazione del rischio. Io lo sostengo in modo convinto: la valutazione dello stress lavoro-correlato non è soltanto un mero obbligo di legge!

È un percorso che tende al benessere del lavoratore in quanto persona; solo questa considerazione è già di per sé fondamentale. Dobbiamo convincerci che un lavoratore che vive bene la propria azienda sarà sempre un lavoratore più efficace, più attento al suo lavoro e più fidelizzato.

Come abbiamo già accennato, le Imprese devono sempre più fare i conti con dinamiche e ritmi lavorativi più stressanti e disomogenei rispetto al passato.

Le Aziende devono intraprendere iniziative atte a compensare questo livello sempre più crescente di stress, anche per tutelare loro stesse, sul piano della produttività e della fidelizzazione della forza-lavoro.

Gli studi di settore confermano con evidenza che un’attenzione seria alle persone e, in particolare, al loro vissuto nel contesto di lavoro, genera ritorni economici gratificanti per l’imprenditore, al pari di quelli derivanti dagli investimenti sui processi produttivi.

Concludiamo evidenziando che questo percorso consente in molti casi di individuare misure e interventi concreti di miglioramento che, seppur mirati allo stress lavoro-correlato, dimostreranno immediati benefit anche per la produttività dell’azienda.

Questo è possibile perché la sfera dello stress lavoro-correlato comprende al suo interno tutte le dinamiche e tutti gli aspetti dell’azienda e, di conseguenza, consente di rivalutare ambiti che, con buona probabilità, il Datore di lavoro non avrebbe mai riconsiderato e quindi non avrebbe potuto migliorare.

Scrivici a info@grupporemark.it per ottenere una consulenza gratuita sulla valutazione del rischio stress lavoro-correlato! I nostri tecnici specialisti in sicurezza del lavoro sapranno indicarti le migliori soluzioni per te e la tua Azienda!

 

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