Home Curiosità Sakè: Simone Baggio spiega il Kuromatsu della cantina Kenbishi

Sakè: Simone Baggio spiega il Kuromatsu della cantina Kenbishi

Sakè, entriamo nello specifico. In questa puntata, Simone Baggio ci parla di una referenza della famiglia Futsushu: il Kuromatsu della cantina Kenbishi. Amato da imperatori e samurai, è il sakè più antico del mondo.

Il Futsushu

Premessa necessaria: il sakè è un mondo complesso, non diversamente dall’universo del vino.
E come per il vino, ne esistono di svariati tipi. Il più comune in Giappone è il Futsushu, alias il saké da tavola.
Si tratta di una categoria di sakè tradizionale, preparato come si faceva una volta, e per questo non in linea con le regole del disciplinare redatto nel 1992. Rappresenta oltre il 70% della produzione nazionale giapponese e include nel suo macro sistema etichette di alta qualità come produzioni mediocri.
Il suo tratto? In genere, si contraddistingue per una modesta aggiunta di alcol, che regala al fermentato di riso corpo e fragranza.

Il Kuromatsu della cantina (sakagura) Kenbishi

Facilmente acquistabile anche online è il famoso Kuromatsu della cantina Kenbishi.
Si tratta di un blend di due sakè invecchiati rispettivamente un anno e quattro anni. Insomma, una pepita d’oro. Gli elementi caratteristici?
Umami, acidità e secchezza.
In questo senso è un prodotto facile, beverino grazie alle note decise e rotonde.
Al palato appare meno alcolico di quanto non sia (17°) e al naso risulta morbido e speziato, con sentori di mandorla, crema, frutta secca e liquirizia.

La cantina Kenbishi

In Giappone si dice sakè e si pensa subito alla cantina Kenbishi.
Fondata nel 1505, è stata la prima cantina di sakè del Paese.
E il caratteristico logo della sua etichetta veniva già immortalato nei libri e nei quadri dell’epoca.

KANPAI!

A cura di Simone Baggio e Nicole Cavazzuti

Sakè: una bevanda ancora poco nota, un fermentato di riso. Simone Baggio in Italia è uno tra i massimi conoscitori di questa bevanda. Vuoi saperne di più?

 

Nicole Cavazzuti
Giornalista freelance esperta di Food & Beverage, è la prima firma in ambito mixology del mensile Mixer, ha una rubrica settimanale sul quotidiano freepress Leggo (Drink and Club) e collabora con VanityFair.it e Il Messaggero.it. Scrive articoli, realizza video e foto ed è invitata spesso come giudice nei concorsi di bartending. Da novembre 2019 è la responsabile del magazine di ApeTime.

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