Home Aziende Resta a casa e "Porta Pasiensa": Fabbri entra nelle case degli italiani

Resta a casa e “Porta Pasiensa”: Fabbri entra nelle case degli italiani

L’azienda lancia il progetto “Bartender e Pasticceri, due volti della stessa passione”, iniziativa di formazione virtuale per i professionisti del fuoricasa che fa incontrare il bere miscelato con il dolce. Spazio anche alla leggerezza e al sorriso con il ritorno in versione social di un mito del Carosello.

BOLOGNA, 8 aprile 2020 –Competenza, creatività e precisione, ma soprattutto una passione che brucia e che impone di non fermarsi mai: sono questi gli “ingredienti” che accomunano il lavoro di due figure centrali del fuoricasa – il pasticcere e il bartender – che oggi Fabbri 1905, forte della sua competenza trasversale nel mondo dell’Ho.Re.Ca, riunisce virtualmente per proporre una nuova innovativa proposta: il bere miscelato in abbinamento con il dolce (e viceversa). Un’unione fino a ieri sottovalutata, ma che sta emergendo come nuovissimo trend e potrebbe mostrarsi un’arma vincente per i professionisti in vista della ripresa dell’attività.

Ad animare l’iniziativa i Maestri del fuoricasa, Brand Ambassador di Fabbri, che anche a casa non riescono a non pensare al futuro della professione. Saranno loro a realizzare video tutorial uniti da un comune filo conduttore.

Il progetto è partito il 7 aprile con la stella del bancone, il bartender due volte campione del mondo Bruno Vanzan, che dialogherà virtualmente con il Maestro Pasticcere AMPI Francesco Elmi (8 aprile) e con l’Italian Coffe Trainer Accademia Italiana Maestri del Caffè e Vincitore del IV Gran Premio della Caffetteria Italiana Gianni Cocco (9 aprile), in una sfida a colpi di ricette di Pasqua.

Nelle prossime settimane verranno realizzati nuovi inediti incontri di sapore incentrati sulla ricca tradizione delle ricette dolci regionali, che vedranno protagonisti Brand Ambassador e Tecnici Fabbri 1905.

Porta Pasiensa! Dal Carosello ai social: torna il mitico Pirata Pacioccone

Formazione, professionalizzazione, ma anche spirito e necessità di alleggerire la tensione con un sorriso.

Se “resta a casa” è l’imperativo di questi giorni di sofferenza condivisa, “porta pazienza” – anzi “porta pasiensa!”- può diventarne il mantra.

È questo l’auspicio di Fabbri 1905, che, in un momento complesso per il Paese,volge il suo sguardo alla propria “infanzia”, riscoprendo un personaggio mitico, praticamente un membro onorario della famiglia, che per anni – quando la tv aveva un solo canale – entrò nelle case degli italiani con il suo celebre motto, contagiandole con quello spirito di saggezza e di buonumore, mai come oggi indispensabili.

Grande pancia e baffi all’insù, Salomone il Pirata Pacioccone, superstar per i tutti i bambini italiani cresciuti con il Carosello, ritorna in un momento delicato della nostra storia per esortare i bimbi di ieri e di oggi a “portare pasiensa”, senza mai dimenticare il sorriso. Un atteggiamento che ci aiuta a vivere l’obbligo di restare a casa come occasione per riscoprire il piacere della famiglia, della condivisione, dei sapori di una volta, come quelli di Fabbri 1905, da oltre cento anni garanzia di qualità e affidabilità, ma soprattutto di coccola e calore familiare.

Rovistando nel cassetto dei ricordi– spiega Nicola Fabbriabbiamo trovato un vecchio membro dalla famiglia, che con la sua ciurma di pirati risolveva tanti problemi nei caroselli degli anni ’60 a suon del motto “Porta Pasiensa!”.

Abbiamo deciso di richiamarlo per lanciare un messaggio di positività e leggerezza in un periodo così complesso che costringe molti ad una forzata e dolorosa inattività. Fabbri è un’azienda storica, è stata per tanti anni al fianco delle famiglie e dei suoi clienti e lo sarà anche domani. Insieme supereremo questa difficile situazione”.

Salomone tornerà in versione social, con 8 sketch che una volta a settimana animeranno i profili di Fabbri 1905, accompagnandoci nelle sue avventure fino alla fine di maggio. Un breve viaggio nel tempo da compiere insieme ai bimbi di oggi, che rimarranno stupiti e incantati dalle immagini in bianco e nero e dalle buffe parlate dei pirati.

La storia del Pirata Pacioccone

Il grande cineasta francese, Jean-Luc Godard, lo definì come il prodotto migliore del cinema italiano. E anche se l’epoca è cambiata e il Carosello per molti è solo un mitico nome, quella del Pirata Pacioccone resta ancora oggi una storia di successo e creatività, nonché una pagina indelebile della comunicazione aziendale in Italia.

Creato nel 1965 dal disegnatore Ebro Arletti con l’autore e regista Guido De Maria, presto si arricchì grazie alla mente geniale di due giovani e squattrinati amici modenesi, Franco “Bonvi” Bonvicini e Francesco Guccini, che di lì a poco sarebbero diventati rispettivamente uno dei fumettisti e uno dei cantautori più amati del Belpaese.

Fu grazie alle loro trovate che le scorribande del Pirata e del suo aiutante Mano di fata entrarono nell’immaginario collettivo, tanto che le frasi tormentone delle réclame divennero parte del linguaggio di tutti i giorni. «Cappetano, lo possiamo torturare?», chiedeva la ciurma. E il saggio Salomone rispondeva «Ma cosa vuoi torturare tu? Porta pasiensa! So ben io come fargli aprire la bocca…». La soluzione era, naturalmente, un prodotto Fabbri.

Il successo fu tale che il Pirata ispirò una vasta gadgettistica e nel ’76 venne prodotta anche una serie con personaggi creati con la plastilina da Francesco Misseri e da Lanfranco Baldi. Un pezzo di storia di casa Fabbri che oggi – con la sua storica saggezza – rinasce per portare un sorriso nelle nostre case.

Redazione ApeTime
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