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Milano, dove c’era il Plastic apre il Killer, ristorante e cocktail bar contro le regole

Partiamo dall’indirizzo: viale Umbria, 120. Non a caso: perché, per gli assidui della nightlife milanese, non è un indirizzo qualunque. Qui, dal 1980 al 2012, c’era il Killer Plastic, discoteca che ha segnato un’era e dettato mode e tendenze a livello internazionale.

Questi locali, dove hanno trascorso le loro serate – fra i tanti – Madonna, Andy Warhol, Keith Haring, Freddie Mercury, Grace Jones e Stefano Gabbana, sono tornati ad animarsi con il Killer: niente musica underground a tutto volume né esibizioni trasgressive, questa volta, ma un ristorante e cocktail bar che si propone comuqnue di andare “contro” le convenzioni.

Il locale

Nella visione dei cinque soci che hanno dato il via alla nuova avventura, infatti, il Killer si propone come un luogo di incontro fra sapori e persone, basato su un menu “senza regole” pensato per offrire il meglio della cucina internazionale, in un ambiente di design dall’impronta industrial ma con influenze pop.

Aperto tutti i giorni dalle 18.30 all’una di notte, il locale offre attualmente circa 80 coperti in tre sale, ognuna delle quali è stata progettata per offrire un ambiente glamour e accogliente. Ma è solo l’inizio: a breve sarà inaugurata una quarta sala con ingresso separato, destinata a eventi privati, mentre la prossima primavera aprirà nel dehor esterno il Killer Garden, riservato esclusivamente al cocktail bar.

Dedicato ai cocktail è anche il bancone silver, che domina l’ingresso del locale; più avanti, ecco invece il bancone centrale dove protagonista è lo show cooking animato dagli chef del ristorante.

La proposta food & cocktail

La proposta gastronomica è firmata dall’executive chef e socio del Killer, Andrea Marconetti, che spiega così la sua filosofia: “Cosa c’è di più bello e appagante che poter condividere un percorso sensoriale con le persone con cui abbiamo scelto di trascorrere la serata? Prendiamo, assaggiamo, sperimentiamo, insieme, come su una pista da ballo. Non io ma noi: è questa l’esperienza che vorrei che i nostri clienti vivessero attraverso i nostri piatti e ritrovassero anche all’interno del locale”.

I clienti, infatti, non trovano in menu le classiche portate, ma piatti unici nel loro genere, con profumi e sapori inediti, creati basandosi su ispirazioni da tutto il mondo. E ogni piatto può essere accompagnato da una delle oltre 100 etichette di vini disponibili, oppure abbinato al cocktail perfetto suggerito dal bartender Riccardo Tesini.

Come nel caso della proposta food, infatti, anche la drink list del Killer sperimenta sapori nuovi e ricercati, dove a farla da padrone sono le spezie e alcuni ingredienti insoliti. Perché certamente sono cambiate tante cose dai tempi del Plastic, ma una cosa è certa: la banalità è rimasta fuori dalla porta.

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Stefano Fossati
Redattore di Finanza Operativa, collaboratore del Magazine ApeTime e di Mixer Planet.

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