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Max Frezza: se non riapriamo tra 60 giorni… Intervista e video

Max Frezza è il titolare di Cavò lieviti e distillati di Senigallia. Qui ci propone una variante del Negroni e una serie di riflessioni sul mondo del bartending ai tempi del coronavirus

MAX FREZZA, L’INTERVISTA

Come vivi a livello psicologico i provvedimenti per contrastare la diffusione del coronavirus?
Che dire? Non è facile. Mi faccio forza, spero che passi tutto il prima possibile.
Vista la situazione drammatica ritengo che le misure del Governo siano impeccabili. L’unico critica che mi sento di fare sono i tempi: bisognava chiudere tutto prima, non a spizzichi e bocconi.

Quanto potrà resistere il sistema economico italiano allo stato attuale delle cose, secondo te?
Non molto. Negozi, ditte e uffici non devono e non possono restare chiusi per oltre 60 giorni, altrimenti si rischia il fallimento.
Detto questo, prima di riaprire occorre superare il clima di paura di contagio.

Da un punto di vista pratico come ti stai preparando alla riapertura del locale?
Per ora passo dal locale per pulire e controllare le macchine. Non sto pensando di trasformare l’offerta, ma di accogliere al top gli ospiti. Appena riapriremo voglio coccolare ancor più di prima i clienti. Se lo meritano e ne hanno bisogno.

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Nicole Cavazzuti
Giornalista freelance esperta di Food & Beverage, è la prima firma in ambito mixology del mensile Mixer, ha una rubrica settimanale sul quotidiano freepress Leggo (Drink and Club) e collabora con VanityFair.it e Il Messaggero.it. Scrive articoli, realizza video e foto ed è invitata spesso come giudice nei concorsi di bartending. Da novembre 2019 è la responsabile del magazine di ApeTime.

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