Home Fisco IO Lavoro, cautela per il nuovo incentivo Anpal per il 2020

IO Lavoro, cautela per il nuovo incentivo Anpal per il 2020

Esonero contributivo che potrà essere richiesto dalle aziende per assunzioni effettuate dal 1.01 al 31.12.2020, su tutto il territorio nazionale. Problemi per i regimi di cumulabilità e il limite dei redditi del neoassunto.

Con decreto 11.02.2020, n. 52 l’Anpal ha istituito il nuovo “IncentivO Lavoro” (IO Lavoro) per datori privati che assumono, su tutto il territorio nazionale, tra il 1.01 e il 31.12.2020. L’incentivo spetta per assunzioni a tempo indeterminato (anche a scopo di somministrazione) o con contratto di apprendistato professionalizzante, nonché nei casi di trasformazione a tempo indeterminato di un rapporto a termine e per assunzioni di soci lavoratori di cooperativa: restano esclusi, come sempre, lavoro domestico, occasionale e intermittente.
La nuova misura, pari alla contribuzione previdenziale a carico aziendale (fatti salvi i premi e contributi dovuti all’Inail) per un periodo di 12 mesi a partire dalla data di assunzione, nel limite massimo di 8.060 euro annui (proporzionalmente ridotto in caso di part-time), riguarda l’assunzione di soggetti disoccupati che, oltre a non aver intrattenuto un rapporto di lavoro negli ultimi 6 mesi con il medesimo datore (fa eccezione il caso della trasformazione), abbiano alternativamente:
– un’età compresa tra i 16 e i 24 anni;
– 25 anni e oltre, che siano privi di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi.
Proprio sul tale ultimo concetto e su quello di disoccupazione è giusto porre particolare attenzione. La norma, infatti, parla di stato di disoccupazione ai sensi dell’art. 19, D.Lgs. 150/2015 e dell’art. 4, c. 15-quater, D.L. 4/2019 convertito dalla L. 26/2019: nel primo caso, si intende disoccupato colui che ha presentato la Dichiarazione di Immediata Disponibilità (DID) allo svolgimento di attività lavorativa e alla partecipazione a misure di politica attiva del lavoro; nel secondo caso, invece, il D.L. 4/2019 ha disposto che “si considerano in stato di disoccupazione anche i lavoratori il cui reddito da lavoro dipendente o autonomo corrisponde a un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell’art. 13 del Tuir”: una novità rilevante, in vigore dal 30.03.2019, la cui operatività è stata descritta dalla circolare Anpal n. 1/2019.
Dal combinato disposto delle 2 norme appare evidente come l’Anpal rivolga questo incentivo a soggetti disoccupati che abbiano rilasciato la DID e che alternativamente:
• non svolgano attività lavorativa, né di tipo subordinato, né autonomo;
• siano lavoratori il cui reddito da lavoro dipendente e/o autonomo corrisponda a un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell’art. 13, D.P.R. 917/1986 (8.145 euro annui per lavoro dipendente; 4.800 euro annui per il lavoro autonomo).
Una complicazione non di poco conto, rispetto alla quale gli stessi Centri per l’Impiego registrano ancora evidenti difficoltà operative. In aggiunta a quanto sopra descritto, il decreto prevede che i soggetti di 25 anni e oltre debbano essere privi di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, ai sensi del D.M. Lavoro 17.10.2017.
Parliamo di lavoratori che negli ultimi 6 mesi non hanno prestato attività lavorativa riconducibile a un rapporto di lavoro subordinato della durata di almeno 6 mesi, oppure che hanno svolto attività lavorativa in forma autonoma o parasubordinata dalla quale sia derivato un reddito pari o inferiore al reddito annuale minimo personale escluso da imposizione (4.800 euro per lavoro autonomo; 8.000 per le co.co.co.): condizioni non certificabili dai Centri per l’Impiego e che saranno desumibili soltanto attraverso l’analisi dei rapporti di lavoro e dei redditi realizzati, stanti anche le doverose (e consigliate) autodichiarazioni che il lavoratore stesso dovrà rilasciare.
Altra conditio necessaria per la fruizione del nuovo incentivo è costituita dal rispetto del c.d. regime de minimis o, alternativamente, oltre tali limiti, purché si realizzi un incremento occupazionale netto (art. 7 del Decreto).
In merito alla cumulabilità, infine, viene previsto che l’incentivo possa cumularsi con quello previsto per l’assunzione di beneficiari di RdC e con altri incentivi di natura economica introdotti dalle Regioni del Mezzogiorno: incomprensibili i motivi per cui una misura di tale genere non sia cumulabile con il “ristabilito” incentivo under 35 (L. 205/2017 come modificata dalla L. 160/2019) e con l’incentivo “occupazione sviluppo SUD” (art. 1, c. 247 L. 145/2018).
Con tutta probabilità, l’Anpal procederà con una modifica ulteriore del decreto (una è già avvenuta, attraverso l’abrogazione del Decreto n. 44/2020 istitutivo dell’“IO Lavoro” e la conseguente pubblicazione del n. 52, stanti errori materiali che andavano necessariamente rettificati) chiarendo e ampliando doverosamente la platea dei casi di cumulabilità. Oltre a ciò, dopo il caos che abbiamo vissuto nel 2019 (annus horribilis in termini di operatività degli incentivi), confidiamo di ricevere in tempi ragionevoli le numerose circolari Inps che stiamo aspettando e che avranno il difficile compito di fare chiarezza in merito alle varie misure previste per il 2020 (oltre a qualche “arretrato” per il 2019), tra cui proprio l’appena descritto “IO Lavoro” e i suoi regimi di compatibilità.

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