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Fase 2, la cocktail list diventa digitale (o usa e getta)

Fase 2, la cocktail list si legge con il codice QR

Prima del lockdown la maggior parte dei locali disponeva di una cocktail list con supporto fisico. Adesso però, che ne viene richiesta la sanificazione dopo ogni contatto, molti locali hanno dovuto lasciarla in cassetto. Ecco cosa cambia

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“Le liste di carta si rovinano a contatto con liquidi e prodotti per la pulizia”, chiarisce Silvia Anfosso, responsabile delle Biciclette di Milano.

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Risultato? Spopolano le cocktail list con codice QR, insomma, elettroniche. “Hanno il vantaggio che non si deteriorano e permettono, a costo zero, di rinnovare l’offerta a seconda della domanda, nonché di offrire una selezione di proposte quotidiane o settimanali in base ai prodotti acquistati o alle bottiglie da fare girare”, osserva Fabio Morelli, titolare di Agua Sancta a Milano.
Non è tutto: c’è chi non solo ha introdotto una drink list con codice QR, ma anche una versione usa e getta in carta, come il Potafiori e il Mint Garden di Milano.

Nicole Cavazzuti
Giornalista freelance esperta di Food & Beverage, è la prima firma in ambito mixology del mensile Mixer, ha una rubrica settimanale sul quotidiano freepress Leggo (Drink and Club) e collabora con VanityFair.it e Il Messaggero.it. Scrive articoli, realizza video e foto ed è invitata spesso come giudice nei concorsi di bartending. Da novembre 2019 è la responsabile del magazine di ApeTime.

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