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Coronavirus: misure urgenti a sostegno di lavoratori e imprese

Coronavirus, gli strumenti messi a disposizione dal D.L. 2.03.2020, n. 9, per tamponare gli effetti dell’emergenza.

A fianco delle misure urgenti per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, si sono rese necessarie specifiche misure di contrasto per gli effetti che il virus sta producendo anche sul tessuto socioeconomico, recepite dal D.L. 2.03.2020, n. 9. Per le unità produttive o i lavoratori residenti o domiciliate nella la c.d. “zona rossa” e nelle 3 Regioni individuate dal DPCM 1.03.2020, vengono previste disposizioni urgenti in materia di trattamento ordinario di integrazione salarialecassa integrazione in deroga e assegno ordinario quale prestazione erogata dal Fondo di integrazione salariale.
In tema di CIGO, per le aziende e i lavoratori situate nella “zona rossa” (i Comuni indicati nell’allegato 1 DPCM 1.03.2020) è previsto l’accesso semplificato, consentendo di evitare la comunicazione preventiva alle organizzazioni sindacali e il conseguente esame congiunto; è concesso presentando la domanda entro la fine del 4° mese successivo a quello in cui la sospensione o la riduzione dell’attività lavorativa ha avuto inizio. Ai fini del computo della durata massima complessiva del trattamento (24 mesi nel quinquennio, 30 mesi per edilizia e comunque non oltre 52 settimane nel biennio) è stabilita l’esclusione del trattamento concesso in ossequio al D.L. 9/2020, che comunque non può superare la durata di 3 mesi. Il medesimo decreto estende la concessione dell’assegno ordinario anche ai datori di lavoro che occupano mediamente più di 5 dipendenti. Si prevede poi la concessione del trattamento di CIGO, in luogo della CIGS già concessa per le causali indicate dal D.Lgs. 148/2015, per un periodo non superiore a 3 mesi.
A favore dei datori di lavoro con unità produttive nella “zona rossa” o con lavoratori domiciliati o residenti nella medesima zona, per i quali non trovino applicazione le tutele previste dalle vigenti disposizioni in materia di sospensione o riduzione di orario, viene prevista la concessione della cassa integrazione in deroga per la durata massima di 3 mesi. Al di fuori dei casi descritti, per le aziende situate in Lombardia, Veneto o Emilia Romagna potrà essere concessa la cassa in deroga, ma limitatamente ai casi di accertato pregiudizio in conseguenza delle ordinanze del Ministero della Salute.
È opportuno segnalare che tutti i provvedimenti sin qui elencati potranno essere concessi entro i limiti di spesa assegnati dal decreto.
Un sostegno pari a 500 euro, per un massimo di 3 mesi, potrà essere concesso anche ai lavoratori autonomi (co.co.co, professionisti, titolari di impresa, ecc.) che alla data del 23.02.2020 svolgevano attività lavorativa all’interno della “zona rossa“.
Da quanto sopra, emerge che le misure di sostegno sono al momento riservate alle sole aziende e ai lavoratori della “zona rossa” o “gialla” mentre nulla viene previsto per le piccole realtà produttive già ordinariamente prive di qualunque ammortizzatore sociale che, pur non essendo situate “nell’occhio del ciclone”, si trovano lì accanto.

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