Home Anteprima Bruno Vanzan: la ripresa passa dalla valorizzazione del Made in Italy

Bruno Vanzan: la ripresa passa dalla valorizzazione del Made in Italy

Coronavirus, Bruno Vanzan non si rilassa un attimo. E in diretta su Apetimeofficial si è raccontato a 360 gradi: dai primi passi dietro al bancone al debutto in tv, dal cocktail preferito al distillato del cuore. Per arrivare alla cronaca: il suo nuovo libro, l’emergenza coronavirus, gli effetti sul settore turistico e dell’ospitalità, le mancanze dello Stato e il rischio di rivoluzione. “Se continua così tra qualche mese la genete entrerà al supermercato e non passerà dalla cassa”, avvisa

www.40ena.brunovanzan.com

Ecco una parte dell’intervista di Bruno Vanzan in diretta sul canale Instagram Apetimeofficial

ll nostro presidente del consiglio ha affermato l’intenzione di mantenere il distanziamento sociale e il divieto di assembramento fino a quando non verrà trovato un vaccino o una cura. Per bar e ristoranti significa perdere atmosfera e calore.

L’INTERVISTA

Il proprietario della Pesa Pubblica di Milano su Mixer lancia un’idea: invece di obbligare tutti a mantenere a tempo indeterminato le misure di sicurezza imposte, perché non impegnarsi per proteggere le categorie che davvero sono a rischio di vita a causa del Coronavirus con mascherine serie, ovvero le ffp2 e ffp3. Quelle chirurgiche sono solo un palliativo. Insomma, di proteggere le persone più fragili (la popolazione anziana e coloro che soffrono di quelle patologie che rendono mortale il covid-19) senza privare della libertà tutti gli altri”, chiarisce. Che cosa ne pensi?
Bill Gates ha detto che se ci fosse un vaccino lo pagherebbe lui per tutti. Diciamolo, non c’è dubbio che questo vaccino rappresenterà sicuramente un enorme giro d’affari. Ma non mi spingo oltre. A prescindere, però, penso che nessuno in questo momento si prenderebbe il rischio di seguire una strada diversa con la possibilità di creare nuovi contagi e di essere accusato di una strage.

Mario Farulla Baccano Roma

Ma l’idea ti piace?
Non sono un esperto né di politica, né di medicina e di conseguenza non posso esprimere un parere certo.
L’idea è sensata. Tuttavia, ho l’impressione però che la tendenza degli italiani sia sempre la stessa: diventiamo allenatori di calcio la domenica sera, ingegneri quando la Ferrari perde tempo nel cambio delle gomme e politici senza mai aver tenuto un comizio. E poi, siamo onesti: il governo che ora tanto criticano alcuni è l’espressione del voto popolare.

Parliamo di turismo e coronavirus, Bruno Vanzan…
Che dire? Almeno per quest’estate ci scordiamo gli stranieri. Noi, però, abbiamo un ruolo e una responsabilità: il mio suggerimento è quello di contribuire tutti, nel proprio piccolo, nella valorizzazione del Made in Italy.

In che modo?
Non solo andando in vacanza in Italia, scelta peraltro probabilmente obbligata, ma acquistando e prediligendo i nostri prodotti.

E veniamo ai finanziamenti…
Un altro grande bluff. Prendiamo il finanziamento di 25 mila euro annunciato a sostegno delle piccole imprese. Non è una garanzia per l’imprenditore, se non paghi per difficoltà momentanee anche solo rata, salta tutta l’operazione e finisci all’indice nella lista delle imprese cattive pagatrici. Diciamolo: è una forma di strozzinaggio. Per non parlare del contributo di 600 euro… Io ne avevo diritto, ma non li ho chiesti perché non mi servono, sono inutili rispetto alle spese che devo affrontare. Ma quando vedo tanti presunti imprenditori lamentarsi perché non hanno ancora ricevuto il contributo… beh, mi innervosisco.

La tua ambizione ancora da realizzare?
Aprire una mia accademia di bartending. Ci sto lavorando. Tra il 2021 e massimo il 2022 dovrei inaugurarla.

Qual è il tuo cocktail preferito?
La verità? Io bevo vino e birra.

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Nicole Cavazzuti
Giornalista freelance esperta di Food & Beverage, è la prima firma in ambito mixology del mensile Mixer, ha una rubrica settimanale sul quotidiano freepress Leggo (Drink and Club) e collabora con VanityFair.it e Il Messaggero.it. Scrive articoli, realizza video e foto ed è invitata spesso come giudice nei concorsi di bartending. Da novembre 2019 è la responsabile del magazine di ApeTime.

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