Home Curiosità Cocktail robot, è la tendenza del futuro?

Cocktail robot, è la tendenza del futuro?

 

A Milano, su una terrazza vista Duomo, ha aperto da pochissimo un bar con cocktail robot. Il locale si chiama The View di Makr Shakr Rooftop. A Londra ha aperto Liquorette, il primo self service cocktail bar.  A Las Vegas c’è il Tipsy Robot, che fa sempre parte del progetto “Makr Shakr” e altri esempi sono stati aperti a Praga e Torino.

Tipsy Robot

Poi c’è Barsys, una macchina per cocktail che costa 1.500 sterline (1.596 euro) e che prepara cocktail con precisione da intelligenza artificiale.

Barsys

Insomma, siamo di fronte a un nuovo fenomeno, quello dell’ingegneria applicata alla preparazione in tempo reale dei cocktail.

MAKR SHAKR, IL ROBOT BARTENDER DI MILANO

Bartender robot a Milano dalla pagina facebook Makr Shakr

A Milano il bartender robotizzato prepara in tempo reale le ricette preferite di drink, attraverso un’applicazione per smartphone. Può preparare 80 cocktail all’ora. Un drink costa 12 euro e l’ingegneria in movimento è con vista sulla “Madonnina”.

Il progetto è partito nel 2014 per opera dell’ingegnere e architetto Carlo Ratti, professore e direttore del Senseable City Lab del Mit di Boston. Il Makr Shakr, il cui nome deriva dalle parole “maker” e “shaker”, era stato aperto anche a Torino. E c’è anche la versione robotica itinerante, che si chiama “Guido”, dove al posto dei baristi, ci sono due bracci meccanici per preparare e servire bevande.

UN FUTURO ROBOT?

La tecnologia è destinata a cambiare l’arte della miscelazione? Probabilmente sì. Ma non potrà mai sostituire interamente l’elemento umano, la creatività di chi prepara un drink. Il bar è infatti più di un luogo dove miscelare gli ingredienti.

Barista, barman, barlady, bartender: quante parole per descrivere qualcosa che è più di un mestiere. La persona dietro al bancone, oltre a essere un professionista, con un’esperienza e un’empatia che non si può misurare in gigabyte, spesso è anche una persona con cui confrontarsi, ridere, parlare e passare una piacevole serata. Potrà essere meno perfetto nelle dosi di un drink rispetto ad una macchina, ma è sempre unico e inimitabile. E scusate se è poco.

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Enrico Gotti
Editor ApeTime, giornalista, appassionato di videomaking e di cultura gastronomica.

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