Home Città Bar senza alcol, la novità di Dublino e New York

Bar senza alcol, la novità di Dublino e New York

 

Un bar senza alcol sembra un ossimoro, una contraddizione, un paradosso. Eppure, negli Stati Uniti, ma anche in Irlanda, spuntano i primi locali di questo tipo. Il fenomeno non è passato inosservato: il sito di informazione Refinery29 si chiede, ad esempio, “i bar dove non ci si può ubriacare saranno il futuro dell’uscire alla sera?”. E anche Vice ha parlato dell’ “ascesa dei locali senza alcol”, chiedendosi se si possa ricreare davvero l’effetto di socializzazione che c’è attorno ad un bancone, anche senza alcolici.

I bar “astemi” sono simili a quelli che conosciamo tutti: aperti fino a tardi, con una vasta offerta di drink, ma non c’è ombra di liquori, vino o birre. Non si tratta di proibizionismo, ma di una precisa filosofia commerciale.

 

Un esempio di bar alchol-free: il Listen Bar

Il Listen Bar si trova a New York e vende solo drink analcolici. Per ora ha una sede provvisoria. Ma è stata lanciata una campagna di crowdfunding per la sede definitiva, e sono già stati raccolti oltre 36mila dollari. I cocktail costano dai 10 ai 12 dollari, hanno ingredienti complessi, saporiti e di tendenza. Il menu, completamente alcohol-free, è stato creato da esperti mixologist, insieme a esperti di erboristeria e nutrizione.

Un bar che vuole fare presa sui millenials

Secondo alcune ricerche i millennials bevono meno alcol delle generazioni precedenti. Uno studio diffuso nel Regno Unito, condotto da BMC Public Health e pubblicato quest’anno, ha rilevato che sono aumentati i giovani, tra i 16 e i 24 anni, non bevitori: erano il 18% nel 2005, sono il 29% nel 2015.

I pub senza alcol nel Regno Unito
In Inghilterra, a Liverpool, nel 2012 ha aperto The Brink, un pub senza alcol, che è nato come luogo per socializzare per chi è in riabilitazione da abuso di sostanze stupefacenti e di alcol. A Dublino, invece, ha appena aperto (a maggio 2019) un locale che serve solo cocktail analcolici. Si chiama Virgin Mary. Il proprietario, Vaughan Yates, è convinto di aver individuato un vuoto nel mercato da riempire, con cocktail analcolici, o meglio, mocktail. Secondo il Financial Times l’apertura del primo bar sobrio, a Dublino, in una delle capitali della cultura del bere, è il segno di un cambiamento sociale. Sarà davvero così? O questa moda si perderà in un bicchier d’acqua?

Enrico Gotti
Editor ApeTime, giornalista, appassionato di videomaking e di cultura gastronomica.

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